db Magazine April 12, 2024

Fmi invita la Svizzera a rafforzare la vigilanza bancaria

Alla luce delle dimensioni assunte da Ubs, dopo la fusione con Credit Suisse, il Fondo monetario internazionale ha detto che il paese dovrebbe rafforzare la sua regolamentazione sul settore finanziario, in particolare i poteri dell'autorità di vigilanza.

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L’operazione che ha portato alla fusione tra Ubs e Credit Suisse, per salvare quest’ultima dalle difficoltà in cui versava, ha modificato il settore bancario svizzero in maniera sostanziale.

In virtù di quanto accaduto, il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha invitato la Svizzera a rafforzare la sua regolamentazione sul settore finanziario, in particolare i poteri dell'autorità di vigilanza date le dimensioni che ha assunto Ubs, la principale banca del paese.

Gli insegnamenti tratti dal caso Credit Suisse dovrebbero ispirare altre riforme volte a rafforzare il quadro normativo e di vigilanza”, ha indicato il Fondo monetario internazionale nella valutazione annuale del paese alpino.

Va ricordato che, nel marzo 2023, di fronte alla crisi di Credit Suisse, le autorità svizzere intervennero d'urgenza per far comprare la banca da parte della concorrente Ubs. La complessità delle attività della banca, come emerso in seguito alla fusione delle prime due istituzioni bancarie del paese, ha reso la vigilanza «più difficile» è il monito del Fmi, che ritiene che la Svizzera sia il paese in cui una banca di importanza sistemica a livello mondiale pesi di più in relazione alle dimensioni della sua economia.

Il Fondo monetario internazionale ha quindi raccomandato di aumentare i poteri dell'autorità di vigilanza, in particolare per consentirle di intervenire in modo sufficientemente tempestivo ed efficace in caso di necessità.

Anche la Finma, l'autorità di vigilanza sul settore bancario e sui mercati finanziari, ha chiesto che i suoi poteri siano rafforzati.

A cura de Il Sole 24 Ore